Uno dei quesiti ricorrenti che i nostri clienti ci pongono è: tra vent’anni, quando si esaurisce il Conto Energia e, dunque, non ho più interesse a tenere il mio impianto fotovoltaico, che problemi avrò a smaltire i pannelli?
A dire il vero, spesso questo tipo di preoccupazione cela una scarsa disponibilità reale a procedere nella realizzazione dell’impianto stesso. E’ la volpe che non riesce ad allungarsi fino al grappolo d’uva, come diceva Fedro, e per questo motivo lo bolla come ancora immaturo.
Altri, però, si pongono seriamente il problema, anche se la distanza di tempo è molto lunga. Il pannello fotovoltaico è composto da silicio (chiamiamolo impropriamente sabbia per rendere meglio l’idea) e lo smaltimento avviene come per le schede dei computer o dei circuiti stampati. Non è materiale tossico, non è materiale contro natura (come invece è l’eternit).
Il pannello è rivestito da una lastra di vetro temperato, che si smaltisce come il cristallo, ed è rifinito dai profili metallici. C’è poi uno strato di EVA (Etil Vinil Acetato) che si smaltisce come si fa con le tovaglie impermeabili. Cavi e junction box si utilizzano normalmente in edilizia.
Discorso diverso, invece, quando i pannelli contengono telloruro di cadmio, che è una sostanza tossica ed altamente inquinante. In Germania, che nel settore fotovoltaico è all’avanguardia, si sono accorti che molti di questi impianti vanno sostituiti, proprio perché appare davvero illogico lavorare con filosofie ecologiche, utilizzando materiali pericolosi per la natura e per l’uomo. Le aziende che montano questo tipo di pannello si impegnano anche al relativo smaltimento, ma è un impegno rinviato di 20 anni.
Domanda: dovessero dismettere l’attività entro i primi 19 anni, chi si farà carico di rispettare quell’impegno?
Morale, usiamo pannelli al silicio senza aggiunta di alcunché.
Un’ultima considerazione: perché mai dovremmo smaltire l’impianto tra 20 anni? Forse che i pannelli non sono garantiti per 25 anni? Forse che, scaduti gli incentivi del Conto Energia, l’impianto non continuerà a produrre chilowattora gratis? Prove di laboratorio indicano la durata del pannello fino a 80 anni, solo che non abbiamo uno storico che possa confermarcelo.
Ipotizzando scenari lontani, infine, siamo comunque spinti a credere che fra qualche anno, con l’avanzare delle nuove tecnologie, si creerà anche un mercato dell’usato e che i pannelli utilizzati per vent’anni in Italia possano poi essere nuovamente sfruttati in Paesi più caldi e meno ricchi.
Sono interessato ad un vostro preventivo anche se ho letto che l’emilia romagna non rientra tra le vostre province di lavoro preferite,noi siamo precisamente a Parma e sono un privato che però consuma mediamete 5500 kw annui.
In attesa di un vostro cenno distintamente saluto.
Egregio signor Fogolin, la provincia di Parma rientra perfettamente nelle nostre competenze. Cortesemente, ci raggiunga a questo link: http://www.impiantipannellisolari.eu/realizzazione-impianti-fotovoltaici/ e compili la scheda per ottenere un preventivo. Grazie. Cordialità.
salve mi sto interessando perche vorrei fare questo impianto di panelli solo che ho qualche dubbio
vorrei sapere come si fa a riconoscere un panello buono da uno brutto? poi oltre al pericolo se ci dovesse stare l’aminato o cosa simile nel panello alla nostra salute avere questi panelli in testa non grave niente?
altrimenti l’offerta e troppo vantaggiosa.
grazie.
Caro Lorenzo, se ho ben capito devi realizzare un impianto, ma non sai se qualcuno ti sta rifilando qualche materiale che non va bene. La prima cosa è lavorare con gente di fiducia, perchè non vedo nulla di positivo nel fatto che sia il cliente a porsi il problema della qualità del pannello. Ci sono troppe variabile, affinchè un impiato sia ben progettato e ben installato. Dovrei dirti di andare a confrontare i dati di targa dei singoli pannelli e di metterli in comparazione con i valori di tensione dell’inverter, ma tu mi capisci se ti parlo così? Dovrei dirti di non installare pannelli made in China, ma qualche pannello cinese (es. Trina) non è affatto male. Eppoi c’è un mare di aziende europee che fabbricano in Cina. Quello che voglio dirti è di non andarti ad inventare un mestiere per un impianto che di deve durare almeno 30 anni. Una parola, infine, sulla pericolosità del pannello. Esistono pannelli al telloro di cadimio, che è un materiale fortemente inquinante e pericoloso. Normalmente chi vende questi pannelli, ti assicura anche lo smaltimento. Quale sicurezza hai che ciò avvenga tra qualche decennio?
Domanda . Ho un appartamento sito in Galatina le in periferia da poco si sono sviluppate delle immense estensioni di panelli fotovoltaici,chi mi garantisce che non sono al silicio o altro e che comuncue non sono nocivi per la saute di chi vive attorno ?
Caro Luigi, normalmente i pannelli fotovoltaici sono al silicio e, comunque, devono rispettare le norme CEI per essere accolti dal Conto Energia. Nessuno ha mai contestato che un impianto fotovoltaico sia nocivo per la salute. Anzi, contribuisce a ridurre il CO2 che normalmente viene immesso nell’atmosfera per la produzione di energia elettrica da fonti fossili. Se cominciamo ad avere paura dei fantasmi, sarebbe meglio prima dimostrare che essi esistono e, se esistono, che sono pure cattivi.
salve, mi piacerebbe sapere il costo di smaltimento per ogni metro quadrato dei pannelli fotovoltaici, grazie.
Mario, attualmente non è ancora in atto lo smaltimento dei pannelli. Consiglio di consultare il sito http://www.pvcycle.org dove è in atto un progetto tedesco. Il sito è in lingua inglese.
Salve, posso pubblicare questa vostra pagina web (con link diretto a questa fonte in chiaro e senza modificarne il contenuto) sul mio blog personale?
La trovo molto interessante e merita di essere pubblicizzata.
Cordiali saluti
Mattia, prego volere inoltrare la richiesta a alessio@youon.it, che è il nostro webmaster. Da parte di Progema nulla osta, ma lavorando molto sulle indicizzazioni del sito è più opportuno rivolgersi alla stessa YouOn. Grazie.
Salve, tra i tanti siti del fotovoltaico ho letto che :
Gli impianti realizzati sulle superfici condominiali, qualsiasi sia la loro tipologia, vengono considerati come totalmente integrati, ottenendo così il riconoscimento massimo degli incentivi statali, adeguati alla potenza dell’impianto.
Volendo , in qualità di amministratore , proporre un impianto condominiale, Vi chiedo conferma della notizia e la fonte normativa. Grazie
Flavio
Flavio, è corretto quello che scrivi. La fonte è il Decreto Conto Energia del 19 febbraio 2007 e successive delibere.
Salve, siamo una ditta installatrice di impianti,vorremmo sapere il costo (solo materiale) per un impianto fotovoltaico da 6KWp
Cordiali Saluti
Per 6 kwp siamo intorno ai 25.000 Euro, comprensivi di pannelli, inverter, cavi, strutture, quadri, diodi e scaricatori.
salve, sto valutando l’installazzione di un inp. f.v.integrato/o semiintegrato, mi è stato proposto un imp.con 18 PANNELLI FV SILFAB – 230 – 240 W – HMA dim.
0,99 x 1.65 m Cert. IEC 61215 – Garanzia 20 anni per una produzione di 4.5 kwh con una stima di produzione annua dai 4500 ai 4700 kw (stima prudente),per un costo solo materiale di € 28.000 imp. chiavi in mano. Desidererei sapere il suo parere sull’inpianto e l’eventuale tempo di ammortamento del costo. grazie anticipate, cordiali saluti.
Otto, a quanto capisco stiamo parlando di un impianto da 4 kwp. Queste le mie osservazioni: la garanzia deve essere per 25 anni. La produzione non può essere stimata se non conosco la zona in cui verranno installati i pannelli, l’angolo di Tilt e l’esposizione. Non capisco cosa vuol dire che spendi 28.000 euro di materiale, quando poi mi parli di impianto chiavi in mano. Comunque, chiavi in mano un impianto del genere non può costare più di 22.000 Euro. Ed è già piuttosto caro.
vrrei fare un impianto di 2 kw, con sanyo hit 240 hde4 PURTROPPO DI FIANCO AL MIO TETTO C’è UN CONDOMINIO la cui obra del suo tetto il 8/8/2010 ore 9,30 ora legale copre 1/4 del tetto (sia l’ombra che il tetto sono triangolari) e dopo 1 ora quasi scompare: toccherebbe un pannello e comprometterebbe tutta la stringa MA A SETTEMBRE QUANTA PARTE DEL TETTO è IN OMBRA E PER QUANTO TEMPO come faccio a calcolarlo grazie
Paolo, purtroppo non mi hai inviato i dati che mi servono: da quale punto cardinale viene proiettata l’ombra sul tuo tetto? Quanto è più alto questo condominio? A che distanza si trova dal tuo tetto? Normalmente in inverno le ombre si allungano, ma nel tuo caso, trattandosi di ostacoli che incidono nel primo mattino, il cambio di stagione potrebbe essere ininfluente. Ti consiglio comunque di rivolgerti ad un valido progettista, per scegliere un inverter adatto alla bisogna. Il problema di un pannello che incida su tutta la stringa, infine, non ti deve preoccupare se l’impresa che ti farà l’impianto utilizzerà in modo corretto i diodi di by-pass.
Scusate, ma praticamente non avete risposto alla domanda, in quanto io possibile acquisitore di un impianto fotovoltaico mai mi metterò a smontare i pannelli per smaltirli, ed il silicio viene trattato come rifiuto speciale, anche se non ai livelli dell’amianto, perciò quello proposto non è un quesito di un cliente dubbioso che cerca una via di fuga (a cosa serve? se non ho intenzione di farlo non lo faccio punto e basta, non ho bisogno di scuse…), ed una risposta vaga non fuga sicuramente i dubbi, anzi, mi fa pensare che nemmeno gli installatori ed i produttori abbiano le idee ben chiare.
Salve, ho un terreno agricolo di circa 5200 mq, ho fatto fare un sopralluogo da un ingegnere per installare un impianto di 100KW, essendo in provincia di Lecce, questo terreno è esposto al sole per tutto l’arco della giornata non avendo alberi nè casolari, il costo dell’impianto usando pannelli di 1° qualità è di circa 380.000 euro, il mio guadagno annuale per energia prodotta è di 45.000 euro l’anno che mi verrà pagato trimestralmente tramite contratto con il GSE per la durata di venti anni, tale guadagno andrà a coprire le rate sempre trimestali del mutuo che mi verrà accordato per la durata di circa 8 anni senza che io sopporti alcuna spesa. Volevo sapere se tutto questo che mi è stato detto dall’ingegnere risponde a verità
e se c’è qualche rischio che il GSE non mi paghi qualche trimestre. Grazie
Maurizio, di quale domanda parli? Non trovo tue domande su questa pagina. Comunque devo correggerti, perchè i pannelli non vengono smaltiti come rifiuto speciale (almenocchè non contengano telloruro di cadmio). Quanto alle “idee chiare”, si possono fare ipotesi su quanto succederà tra 20 o 25 anni. Attualmente esiste un consorzio, costituitosi in Germania, che provvede allo smaltimento degli impianti. Alcune provincie italiane richiedono anche che, al fine del rilascio delle autorizzazioni, vi sia una dichiarazione di azienda consona allo smaltimento stesso. Scusa, ma non è una buffonata? Tra 20 anni quella azienda sarà ancora presente sul mercato? Quello che personalmente ipotizzo è che tra 20 anni le tecnologie saranno avanzate e vi saranno sul mercato proposte di nuovi impianti che prevedano il ritiro del precedente. Un po’ come si fa con le auto usate.
Giuseppe, non voglio esprimermi sulla congruità del prezzo, perchè su queste pagine non voglio esercitare attività concorrenziali. Devo però dirti di verificare se nel prezzo sono incluse anche le opere edili ed eventuale cabina MT, che Enel potrebbe richiedere. Detto questo non so quanto produrranno i tuoi pannelli, perchè non ne conosco tipologia e progettazione, però posso dirti con certezza che i chilowattora prodotti saranno retributi per 20 anni con Euro 0,315 dal Conto Energia (prevedo l’entrata in esercizio dal 2011) + Euro 0,101 per la vendita alla rete. Sostanzialmente, facendo due conti, il tuo impianto produrrebbe solo 108.173 kwh all’anno. Mi sembra pochino. Saliamo almeno a 125.000, non ti pare? Per quanto riguarda il GSE, tu avrai in mnao un contratto scritto che impèegna lo Stato per 20 alla tariffa incentivante riconosciuta. Una considerazione ancora, per me la rata della banca sarà di 52.000 Euro annui e non 45.000. Ti consiglio anche un finanziamento che preveda un preammortamento piuttosto lungo.