Smaltire i pannelli fotovoltaici, cosa succede tra 20 anni?

mercoledì, 27 maggio 2009

Uno dei quesiti ricorrenti che i nostri clienti ci pongono è: tra vent’anni, quando si esaurisce il Conto Energia e, dunque, non ho più interesse a tenere il mio impianto fotovoltaico, che problemi avrò a smaltire i pannelli?

A dire il vero, spesso questo tipo di preoccupazione cela una scarsa disponibilità reale a procedere nella realizzazione dell’impianto stesso. E’ la volpe che non riesce ad allungarsi fino al grappolo d’uva, come diceva Fedro, e per questo motivo lo bolla come ancora immaturo.

Altri, però, si pongono seriamente il problema, anche se la distanza di tempo è molto lunga. Il pannello fotovoltaico è composto da silicio (chiamiamolo impropriamente sabbia per rendere meglio l’idea) e lo smaltimento avviene come per le schede dei computer o dei circuiti stampati. Non è materiale tossico, non è materiale contro natura (come invece è l’eternit).

Il pannello è rivestito da una lastra di vetro temperato, che si smaltisce come il cristallo, ed è rifinito dai profili metallici. C’è poi uno strato di EVA (Etil Vinil Acetato) che si smaltisce come si fa con le tovaglie impermeabili. Cavi e junction box si utilizzano normalmente in edilizia.

Discorso diverso, invece, quando i pannelli contengono telloruro di cadmio, che è una sostanza tossica ed altamente inquinante. In Germania, che nel settore fotovoltaico è all’avanguardia, si sono accorti che molti di questi impianti vanno sostituiti, proprio perché appare davvero illogico lavorare con filosofie ecologiche, utilizzando materiali pericolosi per la natura e per l’uomo. Le aziende che montano questo tipo di pannello si impegnano anche al relativo smaltimento, ma è un impegno rinviato di 20 anni.

Domanda: dovessero dismettere l’attività entro i primi 19 anni, chi si farà carico di rispettare quell’impegno?
Morale, usiamo pannelli al silicio senza aggiunta di alcunché.

Un’ultima considerazione: perché mai dovremmo smaltire l’impianto tra 20 anni? Forse che i pannelli non sono garantiti per 25 anni? Forse che, scaduti gli incentivi del Conto Energia, l’impianto non continuerà a produrre chilowattora gratis? Prove di laboratorio indicano la durata del pannello fino a 80 anni, solo che non abbiamo uno storico che possa confermarcelo.

Ipotizzando scenari lontani, infine, siamo comunque spinti a credere che fra qualche anno, con l’avanzare delle nuove tecnologie, si creerà anche un mercato dell’usato e che i pannelli utilizzati per vent’anni in Italia possano poi essere nuovamente sfruttati in Paesi più caldi e meno ricchi.





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6 Commenti



  1. fogolin

    Sono interessato ad un vostro preventivo anche se ho letto che l’emilia romagna non rientra tra le vostre province di lavoro preferite,noi siamo precisamente a Parma e sono un privato che però consuma mediamete 5500 kw annui.
    In attesa di un vostro cenno distintamente saluto.

  2. Lorenzo Lo Vecchio

    Egregio signor Fogolin, la provincia di Parma rientra perfettamente nelle nostre competenze. Cortesemente, ci raggiunga a questo link: http://www.impiantipannellisolari.eu/realizzazione-impianti-fotovoltaici/ e compili la scheda per ottenere un preventivo. Grazie. Cordialità.

  3. LORENZO

    salve mi sto interessando perche vorrei fare questo impianto di panelli solo che ho qualche dubbio
    vorrei sapere come si fa a riconoscere un panello buono da uno brutto? poi oltre al pericolo se ci dovesse stare l’aminato o cosa simile nel panello alla nostra salute avere questi panelli in testa non grave niente?
    altrimenti l’offerta e troppo vantaggiosa.
    grazie.

  4. Lorenzo Lo Vecchio

    Caro Lorenzo, se ho ben capito devi realizzare un impianto, ma non sai se qualcuno ti sta rifilando qualche materiale che non va bene. La prima cosa è lavorare con gente di fiducia, perchè non vedo nulla di positivo nel fatto che sia il cliente a porsi il problema della qualità del pannello. Ci sono troppe variabile, affinchè un impiato sia ben progettato e ben installato. Dovrei dirti di andare a confrontare i dati di targa dei singoli pannelli e di metterli in comparazione con i valori di tensione dell’inverter, ma tu mi capisci se ti parlo così? Dovrei dirti di non installare pannelli made in China, ma qualche pannello cinese (es. Trina) non è affatto male. Eppoi c’è un mare di aziende europee che fabbricano in Cina. Quello che voglio dirti è di non andarti ad inventare un mestiere per un impianto che di deve durare almeno 30 anni. Una parola, infine, sulla pericolosità del pannello. Esistono pannelli al telloro di cadimio, che è un materiale fortemente inquinante e pericoloso. Normalmente chi vende questi pannelli, ti assicura anche lo smaltimento. Quale sicurezza hai che ciò avvenga tra qualche decennio?

  5. luigi

    Domanda . Ho un appartamento sito in Galatina le in periferia da poco si sono sviluppate delle immense estensioni di panelli fotovoltaici,chi mi garantisce che non sono al silicio o altro e che comuncue non sono nocivi per la saute di chi vive attorno ?

  6. Lorenzo Lo Vecchio

    Caro Luigi, normalmente i pannelli fotovoltaici sono al silicio e, comunque, devono rispettare le norme CEI per essere accolti dal Conto Energia. Nessuno ha mai contestato che un impianto fotovoltaico sia nocivo per la salute. Anzi, contribuisce a ridurre il CO2 che normalmente viene immesso nell’atmosfera per la produzione di energia elettrica da fonti fossili. Se cominciamo ad avere paura dei fantasmi, sarebbe meglio prima dimostrare che essi esistono e, se esistono, che sono pure cattivi.

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