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	<description>diventare produttori di energia pulita facendo pagare le rate al sole</description>
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		<title>FOTOVOLTAICO: ITALIA BATTE GERMANIA</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 10:57:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Lo Vecchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultime Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/05/Ipack.jpg"></a>Finalmente anche gli italiani si sono resi conto che l&#8217;Italia è il Paese del sole. In questi giorni è stato pubblicato il nuovo rapporto del GSE sullo stato degli impianti fotovoltaici in Italia, aggiornato a tutto il 2011.
La crisi&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/05/Ipack.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1599" style="margin-right: 5px;" title="Ipack" src="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/05/Ipack-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" align="left" /></a>Finalmente anche gli italiani si sono resi conto che l&#8217;Italia è il Paese del sole. In questi giorni è stato pubblicato il nuovo rapporto del GSE sullo stato degli impianti fotovoltaici in Italia, aggiornato a tutto il 2011.</p>
<p>La crisi in atto in tutto il mondo, le difficoltà di reperire i necessari finanziamenti, le spinte politiche (fortunatamente battute dal referendum) per convertire il futuro della nostra energia da rinnovabile a nucleare non sono stati elementi sufficienti per lenire la spinta degli italiani ad utilizzare energia pulita per le proprie abitazioni e per le attività aziendali. Sul piano della produzione di energia da fonte rinnovabile, e segnatamente nel settore fotovoltaico, siamo andati ben oltre i nostri amici di Germania, che finora avevano detenuto il primato nel mondo.</p>
<p>Nell’anno 2011 gli impianti fotovoltaici in Italia si sono infatti arricchiti di 174.220 nuove unità per una potenza aggiuntiva di 9.300 MW, quasi tre volte la potenza esistente al 31 dicembre 2010. Un altro dato significativo è che nel 95% dei Comuni italiani è presente almeno un impianto fotovoltaico.</p>
<p>Il meccanismo di incentivazione del <em>Conto Energia</em>, erogato dal GSE, è stato il principale artefice di questa crescita. Alla fine del 2011, gli impianti che già vi hanno aderito hanno raggiunto una potenza complessiva pari a 11.500 MW e contribuito al 91% della produzione del 2011 ricevendo, in termine di incentivi, circa 4 miliardi di euro<strong>. </strong>Allo stato attuale in Italia sono in esercizio circa 330.200 impianti per un totale di 12.780 megawatt installati e di 11.000 tetrawatt prodotti.</p>
<p>Rispetto agli altri Paesi, dunque, l’Italia si colloca nel 2011 al secondo posto nel mondo per capacità fotovoltaica totale in esercizio, alle spalle della Germania e al primo posto, davanti alla stessa Germania, per nuova capacità produttiva entrata in esercizio nell’anno.</p>
<p>Ovviamente queste sono cifre che invitano a spingere ulteriormente sulla valorizzazione di questa fonte energetica, i cui costi continuano a scendere, per nulla legata a fluttuazioni economiche della materia prima, che è il sole.</p>
<p>Nel prossimo anno, però, l&#8217;Italia potrebbe perdere questo ambito primato, fonte di orgoglio per cittadini ed aziende, perchè l&#8217;apertura del nuovo conto energia in Giappone (che sta convertendo il proprio nucleare sulle fonti rinnovabili) e la grande quantità di impianti che stanno nascendo in Cina sono elementi destinati a sconvolgere le attuali graduatorie.</p>
<p>Lorenzo Lo Vecchio</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>IL FOTOVOLTAICO E LA BOLLETTA ELETTRICA</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 08:56:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Lo Vecchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultime Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/04/Bolletta-elettrica.jpg"></a>C&#8217;è un po&#8217; di confusione! C&#8217;è confusione perchè nelle dichiarazioni del ministro Clini (Corrado Passera brilla per i suoi silenzi) c&#8217;è una grande ammirazione per le energie rinnovabili e per i posti di lavoro che queste energie garantiscono agli italiani,&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/04/Bolletta-elettrica.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1594" style="margin-right: 5px;" title="Bolletta elettrica" src="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/04/Bolletta-elettrica-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" align="left" /></a>C&#8217;è un po&#8217; di confusione! C&#8217;è confusione perchè nelle dichiarazioni del ministro Clini (Corrado Passera brilla per i suoi silenzi) c&#8217;è una grande ammirazione per le energie rinnovabili e per i posti di lavoro che queste energie garantiscono agli italiani, ma poi l&#8217;unico settore in cui il governo agisce per ridurre l&#8217;incentivazione allo sviluppo è proprio quello delle rinnovabili.<br />
C&#8217;è confusione perchè tra le energie rinnovabili si annoverano anche energie alternative che dipendo stratamente dai costi della materia prima, come ad esempio le bioenergie.<br />
C&#8217;è confusione perchè il governo afferma di volere rilanciare l&#8217;industria italiana nelle rinnovabili, ma il Quinto Conto Energia punta diretto sulla strada delle importazioni a basso costo: minori incentivi, uguale a minor costo dell&#8217;impianto, uguale a materiale extracomunitario. Peraltro non esiste neppure più il premio del 10% sui materiali europei.<br />
C&#8217;è confusione perchè il governo afferma che ci vuole meno burocrazia e, in effetti, favorisce lo sviluppo di energie alternative (leggi cogenerazione ed eolico), che sul piano autorizzativo hanno necessità di un iter  previsto intorno ai due anni.<br />
C&#8217;è confusione perchè il governo dice di volere proseguire sulla strada del rispetto dell&#8217;ambiente ed invece ha tolto il premio di 0,05 Euro sullo smaltimento dell&#8217;eternit.<br />
C&#8217;è confusione perchè si dice che le energie rinnovabili gravano sulle bollette degli italiani per via degli incentivi, ma il ministro Clini avverte che, nonostante i tagli previsti dal Quinto Conto Energia, la bolletta elettrica non diminuirà, anzi sono previsti aumenti.</p>
<p>E, allora, è il momento di dare un valore reale alla nostra spesa elettrica, con una analitica suddivisione dei costi, così come anche pubblicato sul sito della AEEG (Autorità per l&#8217;Energia Elettrica ed il Gas).</p>
<p>Prendiamo una bolletta tipica di una famiglia italiana di 4 persone, che consuma mediamente dai 2.800 ai 3.000 kwh annui. Secondo le nuove tariffe in vigore dal mese di aprile, alla fine dell&#8217;anno questa famiglia avrà speso, euro più euro meno, intorno ai 600 Euro. Come sono suddivisi i costi all&#8217;interno della bolletta? Ecco l&#8217;elenco:</p>
<ul>
<li>Euro 342 per i servizi di vendita, che comprendono il costo vivo dell&#8217;energia, i costi di commercializzazione (fra cui anche i costi postali e di lettura remota), i costi di trasporto (che a loro volta comprendo gli alti costi di dispersione dell&#8217;energia sulla rete). La rete fa acqua ma la paghiamo noi.</li>
<li>Euro 81 per i servizi di rete, quali aggiornamento dei sistemi, manutenzione delle cabine, pronto intervento, ecc.</li>
<li>Euro 94 per gli oneri di sistema, che comprendono :</li>
</ul>
<ol>
<li>gli incentivi alle rinnovabili (82 Euro, di cui solo la metà è relativa al fotovoltaico ed una buona parte riservata ai CIP6 che da anni non sono più in vigore),</li>
<li> i regimi speciali per le FS (2 Euro),</li>
<li>gli oneri per la messa in sicurezza del nucleare e le compensazioni territoriali (il nucleare in Italia non c&#8217;è ma ci costa circa 4 Euro all&#8217;anno),</li>
<li>le compensazioni alle aziende elettriche minori (2 Euro),</li>
<li>il sostegno alla ricerca (Euro 0,50)</li>
<li>la copertura del bonus elettrico (Euro 0,50)</li>
<li>la promozione dell&#8217;efficienza energetica (3 Euro)</li>
</ol>
<ul>
<li>Euro 83 per le imposte.</li>
</ul>
<p>A questo punto non si comprendono alcune piccole sottigliezze, quali i costi per il nucleare, per il CIP6, per la promozione energetica. Anche relativamente alle tasse va detto che chi produce energia, paga quella parte del valore di vendita che rientra nel reddito di impresa. Perchè, dunque, pagare altre tasse anche sui consumi? Quella energia viene tassata due volte.</p>
<p>Chiariti gli aspetti più macroscopici dei costi delle bollette elettriche, ci sarebbe da dissolvere i fumi delle rimanenti parti confusionali in premessa.  Forse non vi possono essere migliori spiegazioni, quando il sacco delle bugie è ormai vuoto.</p>
<p>Lorenzo Lo Vecchio</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>FOTOVOLTAICO: VARATO IL QUINTO CONTO ENERGIA</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 16:23:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Lo Vecchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultime Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/04/Concentratore-solare.jpg"></a>Sono stati varati gli schemi del decreto ministeriale, che risponderà al Quinto Conto Energia e che, dopo l&#8217;approvazione della Conferenza Stato-Regione (per la quale non si prevedono grosse mutazioni), entrerà in vigore al raggiungimento della spesa di sei miliardi di&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/04/Concentratore-solare.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1586" style="margin-right: 5px;" title="Concentratore solare" src="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/04/Concentratore-solare-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" align="left" /></a>Sono stati varati gli schemi del decreto ministeriale, che risponderà al Quinto Conto Energia e che, dopo l&#8217;approvazione della Conferenza Stato-Regione (per la quale non si prevedono grosse mutazioni), entrerà in vigore al raggiungimento della spesa di sei miliardi di euro  per quanto riguarda il fotovoltaico (previsione primo luglio 2012) e dal primo gennaio 2013 per le altre fonti che, molto erroneamente, vengono definite rinnovabili (es. biomasse).</p>
<p>Secondo il ministro dell&#8217;ambiente, Corrado Clini, gli attuali incentivi sarebbero superiori agli standard europei per tutte le rinnovabili, tanto che in Italia nel 2011 c&#8217;è stata la maggior quota di installato al mondo di fotovoltaico: 33%.</p>
<p><strong>Nuovi meccanismi di controllo dei kwp installati e della spesa pubblica<br />
</strong></p>
<p>“Con i due decreti firmati oggi – hanno dichiarato i ministri Catania, Clini e Passera – viene introdotto un sistema di incentivi moderno, europeo ed equo per le tasche dei cittadini e delle imprese. L&#8217;energia rinnovabile continua a essere un pilastro fondamentale della nostra strategia ed è per questo essenziale supportarla in modo efficace, favorendo le fonti verdi che possono sviluppare una filiera industriale e produttiva nazionale.</p>
<p>Complessivamente, per le rinnovabili è prevista una crescita e stabilizzazione della spesa a 11,5-12 miliardi di euro all&#8217;anno entro il 2020. Per effetto del Quinto Conto Energia, gli incentivi alle rinnovabili dall&#8217;anno prossimo aumenteranno di 3 miliardi di euro e ci sarà un contenimento di spesa pari circa 3 miliardi, stabilizzando l&#8217;incidenza degli incentivi sulla bolletta.</p>
<p><strong>I NUOVO INCENTIVI PER IL FOTOVOLTAICO<br />
</strong></p>
<p>Secondo gli estensori del decreto, il Quinto Conto Energia punta a confermare l&#8217;Italia come il secondo mercato mondiale del fotovoltaico dopo la Germania, prevedendo incentivi per 500 milioni l&#8217;anno ed un progressivo decremento fino al raggiungimento della grid parity.</p>
<p>La seguente tabella riassume molto sommariamente la differenza degli attuali incentivi, confrontata con il Quinto Conto Energia e il sistema incentivante di Germania, Francia e Inghilterra.</p>
<p><a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/04/Quinto-conto-energia-tabella-incentivi-provvisoria.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1587" title="Quinto conto energia tabella incentivi provvisoria" src="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/04/Quinto-conto-energia-tabella-incentivi-provvisoria.jpg" alt="" width="519" height="275" /></a></p>
<p><strong>Prenotazione degli impianti<br />
</strong></p>
<p>Gli impianti con potenza superiore ai 12 kW potranno accedere agli incentivi previa iscrizione a un apposito registro nei limiti di quantitativi predeterminati di potenza annua. L&#8217;accesso ai registri e la relativa graduatoria avverrà sulla base di una serie di criteri di priorità: per esempio efficienza energetica, ubicazione dell&#8217;impianto in siti contaminati e in discariche esaurite, la minore potenza, la data di iscrizione al registro. Nessun registro è previsto per gli impianti fotovoltaici fino a 12 kW, che saranno liberi di accedere agli incentivi dopo l&#8217;entrata in esercizio.</p>
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		<title>CLINI: PIU&#8217; RINNOVABILI CONTRO IL CARO BOLLETTE</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:48:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Lo Vecchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultime Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/04/MINISTRO-CLINI.jpg"></a><strong></strong>
L&#8217;aumento delle bollette elettriche scatterà in due tranche: l&#8217;aumento del 5,8% dell&#8217;energia elettrica da aprile, non comprende l&#8217;aggiornamento per gli incentivi diretti alle fonti rinnovabili e assimilate che pesano per un ulteriore 4% circa. L&#8217;Autorità ha ritenuto di applicare alle&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/04/MINISTRO-CLINI.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1582" style="margin-right: 5px;" title="MINISTRO CLINI - FOTOVOLTAICO - ENERGIA RINNOVABILE" src="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/04/MINISTRO-CLINI-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" align="left" /></a><strong></strong></p>
<p>L&#8217;aumento delle bollette elettriche scatterà in due tranche: l&#8217;aumento del 5,8% dell&#8217;energia elettrica da aprile, non comprende l&#8217;aggiornamento per gli incentivi diretti alle fonti rinnovabili e assimilate che pesano per un ulteriore 4% circa. L&#8217;Autorità ha ritenuto di applicare alle bollette elettriche questo ulteriore aggiornamento solo a fine aprile, a garanzia dei diritti acquisiti. Il contatore fotovoltaico sul sito del GSE decretava il superamento della soglia dei 13 GW di potenza con  341.707 Impianti in esercizio  e 5.619.990.534 di euro di costo annuo, da qui la necessità di provvedere al Quinto Conto Energia che superi il limite dei 6 miliardi annui, portando la quota incentivi ad un livello superiore.</p>
<p>Mentre le associazioni di categoria chiedono a gran voce l&#8217;immediata apertura di un tavolo di confronto con il Governo,dal ministro dell&#8217;Ambiente Corrado Clini (nella foto) arrivavano delle precisazioni: &#8220;Non c&#8217;è alcuna sorpresa in arrivo per il settore del fotovoltaico&#8221;. In un comunicato ufficiale diffuso venerdì scorso, Clini ha spiegato che &#8220;la revisione del Conto Energia è prevista dal decreto del 2011 e, come è noto, deve portare a una riduzione degli incentivi tenendo conto dei prezzi attuali dei moduli fotovoltaici e dell&#8217;esigenza di non superare il limite  di 7 miliardi l&#8217;anno&#8221;.</p>
<p>Il &#8220;Quinto Conto Energia&#8221; sarà pronto a breve, assicura il ministro. &#8220;Gli incentivi dovranno riguardare gli impianti di piccole dimensioni per l&#8217;autoconsumo domestico e industriale, favorendo l&#8217;integrazione del solare con l&#8217;efficienza energetica e sostenendo l&#8217;innovazione tecnologica. In questo modo, gli incentivi rappresentano un forte fattore di crescita, che si accompagna agli effetti del credito di imposta (55%) e al successo del Fondo rotativo di Kyoto.</p>
<p align="LEFT">Inoltre gli incentivi dovranno sostenere gli investimenti nelle zone industriali dismesse, per avviare una nuova industrializzazione sostenibile in aree strategiche per il nostro sviluppo. In ogni caso, sarà inclusa la copertura per gli investimenti già in corso.</p>
<p>Oggi il contributo si avvicina ai 6 miliardi di euro l&#8217;anno<strong>,</strong> e le nuove regole sono preparate in anticipo rispetto alla scadenza, in modo da dare più tempo a consumatori e imprese. Oltre agli effetti ambientali, ci sono anche altri vantaggi nelle fonti rinnovabili di energia.</p>
<p>&#8220;Per esempio, mentre pesano sulle bollette, al tempo stesso con un meccanismo opposto &#8211; osserva Clini &#8211; le fonti pulite di energia abbassano il costo del chilowattora e soprattutto riducono il fabbisogno di combustibili fossili, che sono d&#8217;importazione, con un vantaggio netto sulla bilancia dei pagamenti del Paese&#8221;.</p>
<p>Infine il ministro sottolinea che &#8220;la promozione del fotovoltaico integrato con l&#8217;efficienza energetica nelle aree urbane è una componente del progetto nazionale per le smart cities e la diffusione della produzione distribuita di energia ad alta efficienza e basso impatto ambientale&#8221;.</p>
<p>Continua il Ministro dell&#8217;Ambiente: &#8220;Dare la colpa del costo anomalo dell&#8217;energia in Italia alle rinnovabili e al fotovoltaico vuol dire operare una distorsione della realtà ignorando i danni prodotti dalla rigidità del sistema. La nostra competitività è legata alla capacità di essere protagonisti del passaggio da un sistema elettrico composto da poche grandi centrali a un sistema molto articolato che alimenti le reti intelligenti e le smart city&#8221; ha commentato Clini in una intervista rilasciata il primo aprile al quotidiono La Repubblica..</p>
<p><strong></strong>Le rinnovabili, ricorda il ministro dell&#8217;Ambiente, comportano non solo costi ma anche vantaggi, in termini di incremento del prodotto lordo, aumento del gettito fiscale, diminuzione del picco diurno della domanda, maggiore occupazione, miglioramento della bilancia commerciale. &#8220;Mettere in contrapposizione la riduzione della bolletta energetica e il sostegno alle fonti rinnovabili, come ha fatto recentemente l&#8217;Autorità per l&#8217;energia, è un errore strategico&#8221;, sottolinea Clini. &#8220;Rischieremmo di uscire dal settore delle rinnovabili mortificando la capacità innovativa del Paese, penalizzando l&#8217;industria nazionale, aumentando la disoccupazione: sarebbe come abbandonare la telefonia negli anni Ottanta, prima del boom. Possiamo invece spingere sul pedale dell&#8217;efficienza e delle energie pulite e contemporaneamente alleggerire il costo delle bollette&#8221;.</p>
<p>Come? Anzitutto, propone Clini, pulendo le bollette &#8220;eliminando gli oneri impropri. Continuiamo a pagare per il Cip6, per il nucleare, per gli sconti concessi alle grandi industrie energivore come le acciaierie&#8221;. Inoltre, secondo il ministro, per finanziare la fase finale dello sviluppo delle energie rinnovabili occorre trovare altri canali. Per esempio, il sistema degli incentivi &#8220;dovrebbe essere collegato al vantaggio prodotto in termini di miglioramento della bilancia commerciale&#8221;.</p>
<p>Oltre a ciò, aggiunge Clini, &#8220;nello schema di di riforma fiscale messo a punto dal Governo c&#8217;è una carbon tax, cioè un&#8217;imposta sulle emissioni di anidride carbonica, inserita in un percorso che serve ad alleggerire il carico di tasse sul lavoro. Servirà a dare ossigeno all&#8217;economia: è quello di cui oggi abbiamo bisogno&#8221;.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Fonte: http://www.casaeclima.com</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>QUINTO CONTO ENERGIA: PIU&#8217; LAVORO PER IL FOTOVOLTAICO</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 06:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Lo Vecchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultime Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/03/Harditalia.jpg" data-mce-href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/03/Harditalia.jpg"></a>Da qualche giorno circolano sul web alcune bozze del Quinto Conto Energia, che dovrebbe sostituire il <a data-mce-href="http://www.impiantipannellisolari.eu/conto-energia/" href="http://www.impiantipannellisolari.eu/conto-energia/">numero quattro</a>, entrato in vigore nel giugno 2011 e già in età per andare in pensione. Il nuovo conto energia si rende necessario&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/03/Harditalia.jpg" data-mce-href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/03/Harditalia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1575" style="margin-right: 5px;" title="Quinto conto energia" src="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/03/Harditalia-150x150.jpg" alt="" data-mce-src="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/03/Harditalia-150x150.jpg" data-mce-style="margin-right: 5px;" align="left" height="150" width="150"></a>Da qualche giorno circolano sul web alcune bozze del Quinto Conto Energia, che dovrebbe sostituire il <a data-mce-href="http://www.impiantipannellisolari.eu/conto-energia/" href="http://www.impiantipannellisolari.eu/conto-energia/">numero quattro</a>, entrato in vigore nel giugno 2011 e già in età per andare in pensione. Il nuovo conto energia si rende necessario perchè il monte incentivi per il fotovoltaico, calcolato in sei miliardi di euro e previsto in esaurimento nel 2016, in realtà è stato quasi totalmente raggiunto. Il precedente governo, dopo avere cercato di impedire la crescita delle rinnovabili a favore del nucleare (<a data-mce-href="http://www.impiantipannellisolari.eu/in-giappone-nasce-il-conto-energia-stop-al-nucleare-si-alle-rinnovabili/" href="http://www.impiantipannellisolari.eu/in-giappone-nasce-il-conto-energia-stop-al-nucleare-si-alle-rinnovabili/">tutto il mondo</a>, al contrario, si sta allontanando dalle centrali ad uranio) ha pure sbagliato i conti e quindi si deve riparare il danno con una correzione.</p>
<p>C&#8217;è una querelle sulle bozze relative al quinto conto energia, che sembrano essere state scritte da un analista Enel su carta intestata del Ministero dello Sviluppo. Da qui la preoccupazione di molti operatori del settore, che già hanno sofferto per il precedente decreto berlusconiano (molte hanno licenziato, alcune hanno persino chiuso), perchè Enel non è mai stata favorevole alle rinnovabili, o meglio, alla presenza di una molteplicità di produttori di energia sulla propria rete. Non è un caso che Enel Green Power abbia annunciato un piano di investimenti sulle rinnovabili in Paesi stranieri, quindi su reti altrui. Bel colpo!</p>
<p>E, allora, diciamo quello che va fatto e quello che sarebbe bene fare.</p>
<p>Va fatto: bisogna fissare il nuovo monte incentivi, studiando previsione reali per uno sviluppo economicamente sostenibile. I detrattori del Conto Energia dicono che gli incentivi incidono troppo sulla bolletta degli italiani, circa 90 euro all&#8217;anno (la realtà è che sulle famiglie gli incentivi incidono per soli 2 euro al mese). Non dicono però che quei soldi tornano nelle tasche degli italiani stessi con un ulteriore valore aggiunto, quello della riduzione di CO2 dall&#8217;atmosfera e dai nostri polmoni. La strada delle rinnovabili non può essere interrotta, semmai deve essere regolata con provvedimenti più oculati di quanto non sia stato fatto in passato.</p>
<p>Sarebbe bene fare: in primis va stroncata la bolla speculativa che ancor oggi è evidente, non più su terreno nudo ma sui tetti in affitto con cessione del diritto di superficie, perchè questo è un modo per favorire gruppi di investimento stranieri che, pur portando soldi in Italia, poi se ne riprendono dalle nostre casse molti di più. Per evitare questo sfavorevole movimento di capitali e per tenere vivo lo sviluppo delle rinnovabili è necessario, dunque, incentivare prepotentemente gli impianti che richiedono lo Scambio sul Posto ed impedire strane cessioni di corrente tra Soggetto Responsabile e conduttore di attività interne.</p>
<p>Sarebbe bene fare: ed ancora incentivare lo <a data-mce-href="http://www.impiantipannellisolari.eu/smaltire-leternit-dopo-la-sentenza-un-aiuto-dal-fotovoltaico/" href="http://www.impiantipannellisolari.eu/smaltire-leternit-dopo-la-sentenza-un-aiuto-dal-fotovoltaico/">smaltimento dell&#8217;eternit</a>, gli impianti sui condominii, quelli sugli edifici pubblici e sugli edifici scolastici, convenzionare le banche per uno spread più ragionevole, favorire gli impianti di potenza massima fino ai 100 chilowatt di picco, favorire l&#8217;utilizzo di materiale europeo.</p>
<p>Questo è l&#8217;unico intervento che ci si attende da un ministero che si definisce dello sviluppo. Questo è l&#8217;unico modo per fare sì che le aziende tengano aperto, non licenzino, anzi assumano nuovo personale con i soldi degli italiani che tornano agli italiani stessi, quelli più virtuosi ed operativi.</p>
<p>Lorenzo Lo Vecchio</p>
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		<title>IN GIAPPONE NASCE IL CONTO ENERGIA: STOP AL NUCLEARE, SI&#8217; ALLE RINNOVABILI</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 17:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Lo Vecchio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/03/03032012028.jpg"></a>Sono appena rientrato da Tokyo, dove il GSE, in collaborazione con l&#8217;Ambasciata Italiana e l&#8217;Istituto per il Commercio Estero, ha organizzato una serie di incontri B2B tra le aziende italiane, impegnate nel settore delle rinnovabili, e potenziali partners industriali giapponesi.&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/03/03032012028.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1572" style="margin-right: 5px;" title="Conto Energia in Giappone" src="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/03/03032012028-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" align="left" /></a>Sono appena rientrato da Tokyo, dove il GSE, in collaborazione con l&#8217;Ambasciata Italiana e l&#8217;Istituto per il Commercio Estero, ha organizzato una serie di incontri B2B tra le aziende italiane, impegnate nel settore delle rinnovabili, e potenziali partners industriali giapponesi. Quattro giorni di contatti con imprenditori e aziende, presenti nella Capitale per il World Smart Energy Week, conclusosi con la partecipazione della delegazione ad un convegno organizzato presso l&#8217;Ambasciata stessa e che ha visto come relatore lo stesso GSE, al cospetto dei migliori marchi del sol levante, da Sharp a Itachi, a Mitsubishi. Il Giappone è molto attento alla esperienza italiana, soprattutto nel settore del fotovoltaico, perchè è ormai un desiderio della popolazione ed un impegno politico quello di abbandonare in tempi veloci la produzione di energia da fonte nucleare, per convertire tutto il fabbisogno su fonte naturale: sole, acqua, vento.</p>
<p>Attualmente in Giappone sono presenti 52 centrali nucleari, ma soltanto due sono funzionanti e, nonostante alcune altre abbiano già superato gli stress test, le singole prefetture (predominanti rispetto al potere centrale) non danno il nulla osta alla riapertura.</p>
<p>Dal mese di luglio 2012, dunque, anche in Giappone partirà il primo Conto Energia e, conoscendo la determinazione di questo popolo, è probabile che si assisterà ad una esplosione di impianti su palazzi e capannoni industriali. E&#8217; anche probabile che, a seguito di una forte richiesta di pannelli sul mercato internazionale, i costi degli impianti lievitino anche in Italia. Un po&#8217; come accadde alla fine del 2010, quando Germania e Spagna avevano fatto incetta di materiale fotovoltaico, lasciando privo il mercato di pannelli e inverters.</p>
<p>Quali le opportunità per le aziende italiane? Al momento è difficile ipotizzare che i giapponesi si rivolgano a noi per i loro impianti, in quanto hanno tutto ciò che occorre loro, sia dal punto di vista ingegneristico che dei materiali. Inoltre, i giapponesi preferiscono acquistare sul mercato i prodotti interni nazionali, anche pagandoli di più, piuttosto che rifornirsi all&#8217;estero, benchè grandi joint siano già in atto con partners cinesi di importanza rilevante, nonostante la contraddizione storica di due popoli così antitetici.</p>
<p>Per le aziende italiane, al contrario, dovrebbero aprirsi nuove opportunità sui mercati internazionali, se riusciranno a vincere la concorrenza di spagnoli, tedeschi, americani imponendo i loro prodotti soprattutto sul mercato europeo, da dove presumibilmente verranno meno i cinesi e, per l&#8217;appunto, i giapponesi.</p>
<p>Resta comunque un ulteriore segnale che nel mondo, ormai, il futuro dell&#8217;energia è orientato sulle rinnovabili, in primis il fotovoltaico ed in Italia dovremmo prenderne esempio, migliorando Leggi e opportunità. Dobbiamo inoltre convincerci che abbandonare il fossile per le rinnovabili è cosa che si deve fare, indipendentemente dall&#8217;analisi dei costi, così come accade in altri Paesi, Germania e Scandinavia in primis.</p>
<p>Lorenzo Lo Vecchio</p>
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		<title>SMALTIRE L&#8217;ETERNIT: dopo la sentenza un aiuto dal fotovoltaico</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 10:02:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Lo Vecchio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/02/Eternit3.jpg"></a> Si è concluso il processo di primo grado per 2.191 persone uccise dal cemento amianto, più comunemente chiamato eternit, per via della sua lunga durata. I due imputati Stephan Schmidheiny, miliardario svizzero di 64 anni, e il barone belga Louis&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/02/Eternit3.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1520" style="margin-right: 5px;" title="Smaltimento eternit" src="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/02/Eternit3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" align="left" /></a> Si è concluso il processo di primo grado per 2.191 persone uccise dal cemento amianto, più comunemente chiamato eternit, per via della sua lunga durata. I due imputati Stephan Schmidheiny, miliardario svizzero di 64 anni, e il barone belga Louis de Cartier, 90 anni, sono stati condannati a 16 anni di reclusione per disastro doloso permanente e omissione dolosa di misure antinfortunistiche, oltre ad un risarcimento miliardario nei confronti degli enti pubblici interessati e dei singoli privati, sindacati, associazioni. Si tratta di una sentenza storica, cercata da oltre 30 anni ed accolta tra la gioia e le lacrime dei promotori. Ora la battaglia contro le fibre killer non si ferma qui.</p>
<p>Da più parti si alzano già voci di nuove azioni giudiziarie nei confronti di coloro che ancora vivono e lavorano sotto i tetti in eternit, siano essi aziende o condominii. C&#8217;è da attendersi che, sull&#8217;emozione di quanto accaduto a Casale Monferrato, altri Tribunali debbano ora occuparsi di querelles sollevate da chi si sente in pericolo, soprattutto in considerazione del fatto che, durante il processo, è stato appurato che gli effetti nocivi dell&#8217;eternit si presentano dopo anni ed anni di esposizione.</p>
<p>Le più battagliere, in questo senso, sono le molteplici associazioni che si occupano della salute pubblica e dei consumatori. I bambini sono l&#8217;oggetto più ricorrente.</p>
<p>Da tempo su queste pagine promuoviamo l&#8217;operazione di smaltimento eternit, prospettando il rifacimento della copertura, sia mediante pannelli ecologici, sia mediante pannelli fotovoltaici. Una cosa è complementare dell&#8217;altra.</p>
<p>La partecipazione del progetto fotovoltaico a questo genere di operazione è strategica e determinante. Gli aspetti che noi descriviamo sono, a nostro parere, unicamente positivi. Vediamo di ripercorrerli una ennesima volta insieme.</p>
<ul>
<li>L&#8217;eternit va smaltito perchè è dannoso per la salute propria e altrui.</li>
<li>L&#8217;eternit va smaltito perchè potrebbe essere oggetto di contenziosi giudiziari anche gravi.</li>
<li>L&#8217;eternit va smaltito, perchè questo è l&#8217;orientamento di Legge, nonostante sia in atto una sorta di moratoria dovuta alla crisi di liquidità del Paese.</li>
<li>Smaltire l&#8217;eternit costa e ai più sembra un investimento eccessivamente oneroso, persino inutile.</li>
<li>L&#8217;operazione di smaltimento eternit, fine a se stessa, è una spesa senza rientro, quindi al momento considerata inopportuna nonostante le premesse.</li>
<li>Smaltire l&#8217;eternit e ricoprire con pannelli fotovoltaici significa invece progettare una operazione autoliquidante, perchè l&#8217;impianto fotovoltaico produce danaro sia in termini di vendita/autoconsumo dell&#8217;energia prodotta, sia in termini di incentivi da parte dello stato, mediante un contratto ventennale con il GSE, 100% capitale del Ministero dello Sviluppo.</li>
<li>Risparmio energetico, vendita dell&#8217;energia, incentivi consentono di ripagare l&#8217;investimento nel giro di circa 9 anni, qualora il finanziamento avvenga con capitale proprio, e di circa 11 anni, qualora il finanziamento avvenga tramite istituto bancario.</li>
</ul>
<p>Comunque, in ogni caso, gli incentivi del GSE coprono la rata del finanziamento bancario, che potrà comprendere anche il denaro necessario per smaltire l&#8217;eternit. Il Conto Energia, difatti, riserva un premio di cinque centesimi, oltre gli incentivi a chilowattora prodotto, per chi sostituisce l&#8217;eternit con un impianto fotovoltaico.</p>
<p>Discorso diverso, ed ancora più appetibile, per quanto riguarda gli impianti innovativi, cioè quelli che consentono di sostituire l&#8217;eternit con pannelli fotovoltaici, senza la necessità di rifare la copertura. In sostanza sono gli stessi pannelli a fare da tetto. In questo caso gli incentivi sono molto più sostanziosi, ma è necessario verificare dove e come si realizza l&#8217;impianto ed anche chi lo realizza. Non tutte le superfici sono idonee ad accogliere questo tipo di tecnologia, non tutti i tetti sono accatastati secondo le direttive del GSE, non tutte le tecnologie proposte sono idonee ad essere riconosciute.</p>
<p>Nelle linee generali, comunque, dobbiamo dirlo spietatamente: non affrontare ora il progetto dello smaltimento eternit è un rischio grave, oltre che una perdita di denaro.</p>
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		<title>ATTENTI AL GAS: ma per fortuna c&#8217;è il sole</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 17:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Lo Vecchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultime Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/02/Immagine-11.jpg"></a>Il Corriere della Sera del 6 febbraio 2012, nella sua edizione on line, pubblica in prima pagina l&#8217;allerta del governo italiano, relativamente alla crisi energetica internazionale, provocata dalla riduzione delle forniture all&#8217;estero da parte della russa Gasprom. Nel servizio si&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/02/Immagine-11.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1516" style="margin-right: 5px;" title="crisi del gas e fotovoltaico" src="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/02/Immagine-11-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" align="left" /></a>Il Corriere della Sera del 6 febbraio 2012, nella sua edizione on line, pubblica in prima pagina l&#8217;allerta del governo italiano, relativamente alla crisi energetica internazionale, provocata dalla riduzione delle forniture all&#8217;estero da parte della russa Gasprom. Nel servizio si legge che la fornitura del gas non sarà sospesa alle famiglie italiane, ma potrà verosimilmente coinvolgere le aziende, secondo un meglio identificato piano di austerità.</p>
<p>Certamente in molti ricordiamo che negli anni passati, a causa dei conflitti tra Russia e Ucraina, le forniture del gas russo furono sospese in alcune regioni d&#8217;Europa, prime fra tutte Bulgaria e Turchia, che si trovarono con le aziende a secco di energia. Ora la storia si ripete e, a dire il vero, non sappiamo bene per quante altre volte si ripeterà ancora. Adesso sono le nostre industrie ad essere in pericolo, e non è poca cosa, domani potranno essere le nostre case. Con il freddo che fa in questi giorni non è certo una bella prospettiva.</p>
<p>Si ricorderà anche che qualche anno fa, a causa di calcoli errati del distributore di energia (si disse che la colpa era dei francesi) durante una estate particolarmente assolata ci trovammo in molti senza energia elettrica. Troppi condizionatori accesi, ci si giustificò, ad aumentare imprevedibilmente i consumi del vecchio continente.</p>
<p>Già allora, ma oggi con ancor più convinzione, noi scrivemmo che montare un impianto fotovoltaico sul tetto di casa o sulla superficie coprente di un capannone industriale, non solo era una operazione intelligente, lucrosa ed autoliquidante, ma che anche ci avrebbe preservato da eventuali ricatti internazionali o da improvvise carenze nella fornitura di energia. Il sole, difatti, è una materia prima di cui nessuno ci può privare.</p>
<p>Allora, come oggi, ci riferivamo al fatto che un impianto fotovoltaico può essere staccato dalla rete in qualsiasi momento (certo, in questo caso si rinuncia all&#8217;incentivo del GSE) ed azionato &#8220;stand alone&#8221;, cioè producendo energia per autoconsumo, eventualmente con l&#8217;utilizzo di accumulatori che si caricano di giorno e restituiscono energia anche di notte.</p>
<p>Non piace a nessuno essere una Cassandra, ma è certo che sarebbe bene riflettere su quanto accaduto in passato e su quanto ancor più da vicino accade oggi. Un impianto fotovoltaico garantisce indipendenza, anche nel riscaldamento della casa (si possono utilizzare pompe di calore con split radianti), qualora qualcuno e circostanze non del tutto imprevedibili dovessero costringerci a spegnere i  caloriferi in casa e le macchine in azienda.</p>
<p>Meglio prevenire che curare.</p>
<p>(Per info progema@impiantipannellisolari.eu)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IL FUTURO E&#8217; FOTOVOLTAICO: visitiamo la città del futuro</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 16:31:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Lo Vecchio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si chiama Masdar e nasce nelle vincinanze di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, dove si è svolto recentemente il World Future Energy Summit 2012 per raccogliere esperienze e iniziative delle migliori aziende e dei migliori progettisti di tutto il mondo. &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama Masdar e nasce nelle vincinanze di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, dove si è svolto recentemente il World Future Energy Summit 2012 per raccogliere esperienze e iniziative delle migliori aziende e dei migliori progettisti di tutto il mondo.  Anzi, diciamo che la città di Masdar confina con l&#8217;<a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/01/18012012498.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1496" style="margin-right: 5px;" title="Fotovoltaico Abu Dhabi" src="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/01/18012012498-150x150.jpg" alt="" width="111" height="111" align="left" /></a>aeroporto di Abu Dhabi. E&#8217; una città che attualmente ospita 5.000 persone, principalmente studenti e operatori nel settore dell&#8217;edilizia sostenibile e dell&#8217;energia proveniente da fonti rinnovabili.</p>
<p>Entriamo in Masdar dalla porta principale, controllata a vista da personale di guardia. Il pulmino su cui viaggia la delegazione italiana, composta da alcune privilegiate aziende selezionate dal GSE, il Gestore dei Servizi Energetici al 100% composto da capitale del Ministero dello Sviluppo, ci lascia davanti ad un atrio di chiara ispirazione universitaria. Al centro il plastico della città che sta nascendo e che, entro il 2025, dovrà ospitare 40.000 abitanti. Case, viali, negozi, locali di ritrovo, fontane, palme nati dal nulla nel bel mezzo del deserto e destinati a diventare un modello per il mondo intero. Qui, nel regno del petrolio, gli arabi ci stanno dando una lezione di vita, creando la prima città che nel mondo è e sarà in grado di sostenersi energeticamente senza consumare un soffio di gas, un grammo di carbone o una goccia di petrolio. <a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/01/DSCN0171.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1497 alignleft" style="margin-right: 5px;" title="Mostra" src="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/01/DSCN0171-150x150.jpg" alt="" width="132" height="132" align="left" /></a></p>
<p>La città, nella parte già ultimata, appare come uno di quegli agglomerati urbani moderni, satelliti delle nostre più grandi città. Costruzioni nuove, colorate di un rosso purpureo che bene contrasta con il verde dei giardini. Come è ormai d&#8217;abitudine nelle nuove costruzioni, la concezione è quella di isolare il più possibile gli interni dagli esterni, in modo che si possa risparmiare energia per il raffrescamento estivo (qui d&#8217;inverno ci sono circa 20 gradi costanti). Un sistema centralizzato di condizionatori consente un controllo continuo ed intelligente dei consumi elettrici.</p>
<p>Ogni braccio abitativo è sormontato da pannelli fotovoltaici ed al momento la potenza nominale è di un megawatt sui tetti e di 10 megawatt a terra. Interventi geotermici consentono un uso corretto delle acque per l&#8217;irrigazione e il quotidiano.</p>
<p><a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/01/DSCN0184.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1498" style="margin-right: 5px;" title="Mostra" src="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/01/DSCN0184-150x150.jpg" alt="" width="133" height="133" align="left" /></a>Trattandosi di una città che raggiunge e supera i 40° all&#8217;ombra nel periodo estivo, doveva essere risolto il problema di una confortevole abitabilità anche degli spazi esterni. Per questo motivo, sfruttando ed attualizzando tecnologie ataviche, all&#8217;interno delle piazze vengono costruite grosse tensostrutture a torre, completamente vuote all&#8217;interno, che generano naturalmente flussi d&#8217;aria ascensionali, tali da provocare all&#8217;interno e nelle vicinanze delle piazze stesse, un effetto vento molto forte e, in questi casi, molto gradevole perchè refrigerante. I flussi d&#8217;aria, resi ancora più freschi da &#8220;polveri&#8221; d&#8217;acqua, vengono poi inglobati verso le pareti delle case grazie a soluzioni architettoniche d&#8217;avanguardia, ma assolutamente naturali.</p>
<p>La circolazione all&#8217;interno della città viene garantita da piccoli veicoli elettrici, semoventi quindi senza pilota, che seguono percorsi su banda magnetizzata e che rispondono a comandi di alt e start inviati mediante un piccolo sche<a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/01/DSCN0183.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1499 alignleft" style="margin-right: 5px;" title="Mostra" src="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2012/01/DSCN0183-150x150.jpg" alt="" width="134" height="134" align="left" /></a>rmo digitale a disposizione dei passaggeri. Ovviamente il tutto viene controllato in remoto da una centrale operativa che può essere gestita anche da un solo addetto.</p>
<p>Masdar, dunque, non è più soltanto un sogno come fu presentato qualche anno fa da società tedesche in simbiosi con gli emirati, ma è una realtà ormai consolidata e in veloce espansione.</p>
<p>Siamo lieti di avere avuto il privilegio di visitarla e di presentarla ai nostri lettori.</p>
<p>Lorenzo Lo Vecchio</p>
]]></content:encoded>
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		<title>AFFITTO TETTI FOTOVOLTAICI: UN NUOVO MERCATO</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 16:34:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Lo Vecchio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2011/11/Cornaredo-seriale-1281.jpg"></a>Già nei precedenti aggiornamenti di questo blog, dedicato agli impianti fotovoltaici, avevo più volte anticipato che stava per aprirsi un nuovo mercato per tutti coloro che, piccoli risparmiatori o grandi investitori, desiderano impiegare il proprio capitale disponibile in operazioni relative&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2011/11/Cornaredo-seriale-1281.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1456" style="margin-right: 5px;" title="Cornaredo seriale 128" src="http://www.impiantipannellisolari.eu/wp-content/uploads/2011/11/Cornaredo-seriale-1281-150x150.jpg" alt="" width="137" height="137" align="left" /></a>Già nei precedenti aggiornamenti di questo blog, dedicato agli impianti fotovoltaici, avevo più volte anticipato che stava per aprirsi un nuovo mercato per tutti coloro che, piccoli risparmiatori o grandi investitori, desiderano impiegare il proprio capitale disponibile in operazioni relative alla energia rinnovabile.</p>
<p>E&#8217; questo un settore su cui si concentra l&#8217;attenzione di tutto il mondo e che, dal punto di vista finanziario, è in grado di garantire ancora molte soddisfazioni. I rendimenti sono alti e sono sicuri, per cui il rischio è praticamente uguale a zero e la rendita è assicurata per almeno 20 anni, grazie al <a title="Conto energia" href="http://www.impiantipannellisolari.eu/conto-energia/" target="_blank">Conto Energia</a>.</p>
<p>Per dare vita a questo mercato si sono sposate le esigenze di due precise categorie di operatori. La prima categoria è quella di tutti coloro che hanno un tetto industriale che, al momento, rappresenta soltanto un costo e non è mai stato considerato come un bene capace di generare liquidità. Molto spesso queste coperture registrano la presenza di cemento amianto (eternit) da smaltire, manutenzione che costa non poco, soprattutto per superfici piuttosto grandi.</p>
<p>La seconda categoria è invece quella di tutto coloro che non se la sentono più di investire il proprio denaro in borsa, in banca o negli immobili, sia per la volubilità dei mercati, sia per le nuove e crescenti imposizioni fiscali. Per entrambi le categorie l&#8217;energia rinnovabile rappresenta, in questo momento, la giusta soluzione.</p>
<p>Questo sito, dunque, è divenuto il <a title="tetti in affitto per impianti fotovoltaici" href="http://www.impiantipannellisolari.eu/tetti-in-affitto-per-fotovoltaico/" target="_blank">punto di incontro</a> tra proprietari ed investitori e, sia da una parte che dall&#8217;altra, le richieste sono quotidiane e crescenti.</p>
<p>Si tratta di un mercato che ha una gran fretta di concludere gli accordi,  perchè gli investitori, generalmente, sono rappresentati da fondi o da consorzi o da newco per i quali tenere fermo il denaro viene considerato una perdita giornaliera.</p>
<p>Le trattative, che normalmente giungono a felice conclusione, si svolgono in questa maniera. Viene fissato un prezzo di mercato, che si aggira intorno ai 30 Euro/anno per chilowatt di potenza installato. Il proprietario del tetto, mediante atto notarile, ne cede il diritto di superficie per la durata di 21 anni. Spesso, quando il tetto non è in buone condizioni o presenta eternit da smaltire, chiede all&#8217;investitore di sostenere le spese di sostituzione delle lastre, pattuendo un compenso diverso da quello sopra indicato. Per contro, altrettanto spesso, gli investitori propongono al proprietario di erogare  in un&#8217;unica soluzione anticipata il corrispettivo fissato, a fronte di un forte sconto. In questo modo il proprietario del tetto potrà disporre di una discreta liquidità immediata, che normalmente è bene accetta.</p>
<p>Quali sono le controindicazioni? Innanzi tutto che chi propone il tetto in affitto non abbia preventivamente rilasciato un diritto di opzione a favore degli investitori. Un caso banale è che, mentre chi investe spende denaro per portare a termine la sua due diligence, il proprietario del tetto si riveli essere invece un intermediario non professionale (l&#8217;amico dell&#8217;amico &#8211; il cugino &#8211; il vicino di casa, eccetera), oppure non fosse realmente deciso sull&#8217;operazione da concludere. D&#8217;altra parte si corre anche il rischio che l&#8217;interlocutore che vuole investire, sia anch&#8217;esso persona che non abbia in mano alcun mandato da parte degli investitori reali, i quali, probabilmente, non sono neppure a conoscenza della trattativa.</p>
<p>Noi, che ci occupiamo di energia rinnovabile da anni e che abbiamo affrontato le evoluzioni anche di questo mercato, ne abbiamo viste di tutti i colori.</p>
<p>Ecco perchè queste pagine rappresentano un concreto punto di riferimento, perchè la selezione dell&#8217;una e dell&#8217;altra categoria viene fatta a monte, prima dell&#8217;apertura di qualsivoglia trattativa.</p>
<p>Questi i dati utili per capire se un tetto è adatto o meno alle richieste degli investitori:</p>
<p>LOCALITA&#8217;  -  Città, via, Cap e Provincia<br />
MQ &#8211; Metratura del tetto<br />
TIPOLOGIA &#8211; Trattasi di tetto a falde (quante?), se si tratta di superficie piana, se si tratta di tetto a sheds<br />
ETERNIT &#8211; Se vi è presenza di cemento amianto da smaltire<br />
CABINA &#8211; Se l&#8217;edificio è già collegato a Enel mediante una cabina di media tensione<br />
AUTORIZZAZIONI &#8211; Se l&#8217;edificio si trova in località a impatto paesagistico<br />
ATTIVITA&#8217; &#8211; Quale tipo di attività si svolge all&#8217;interno<br />
ANNO &#8211; Anno di costruzione<br />
LEASING &#8211; Se il capannone è di proprietà di una società di leasing<br />
IPOTECA &#8211; Se il capannone è libero da vincoli finanziari<br />
FOTO &#8211; Immagine tratta da Google Maps, precisando di quale edificio si tratta (il link è <a href="http://maps.google.it/" target="_blank">http://maps.google.it/</a> )</p>
<p>LORENZO LO VECCHIO</p>
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